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Friday, February 6, 2015

Capodanno a Bruxelles - 2015


Dopo il piccolo passaggio a Praga, fantastica città sono tornato in Italia per il Natale e ricevere mio fratello e cognata, che arrivavano dal Brasile.
Siamo stati insieme alla famiglia per un po’ e dopo siamo andati insieme per passare un po’ di tempo insieme, dato che quest’anno non scendevo in Brasile.
La prima meta è stata Bruxelles, che ero stato tanti anni fa, pero è sempre una bella città.








Un po’ prima avevo contattato Sonia Genu, carissima amica ai tempi di adolescenza quando eravamo in ferie a Rio de Janeiro e che da anni vive in Olanda.
Per nostra gioia lei ha deciso di prendere un treno e trovarci a Bruxelles insieme al suo compagno Frits. Lei non vedeva mio fratello da più di 25 anni.
Ci ha fatto un enorme piacere stare insieme ricordando i vecchi tempi quando uscivamo insieme a Rio insieme ai nostri cugini.
Ci siamo incontrati nella bellissima Grand Place, piena di gente. Poi abbiamo pranzato insieme e ovviamente bevuto la famosa e buonissima birra belga.
Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata e chiacchierato tanto.







Abbiamo visitato la bella cattedrale di  San Michele e Santa Gudula in stile gotico, iniziata nel 1226. Il dettaglio interessante è che c’era una esposizione di preseppi, fatti di comunità di tutto il mondo.
E arrivato il fine pomeriggio ci siamo salutati e loro hanno preso il treno di ritorno in Olanda.
Il giorno dopo abbiamo iniziato formalmente nostra visita turistica, iniziando del Atomium, una costruzione moderna, ma molto interessante. Un monumento in acciaio che rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro. È stato costruito per l’Expo di 1958 e ha 102 metri di altezza. La giornata era bellissima e siamo stati saggi in arrivare presto per salire, quanto c’era meno coda. Al suo interno un museo con la storia e la tecnologia di quelli anni. Certamente oggi ci fa sembrare molto semplice, ma sicuramente per l’epoca…

Atomium







Poi abbiamo fatto un bel giro in centro e rivisitato la cattedrale per apprezzare le vetrate con la luce del giorno.
E alla fine pomeriggio siamo andati al famoso museo dei fumetti: The Comics Art Museum. Interessante per tanti personaggi che noi conosciamo bene, come Tintin e i Puffi (Smurfs in inglese). Poi, per mia sorpresa c’era anche un manichino di un personaggio del maestro giapponese di cartoni animati Miyazaki: Porco Rosso, e non potevo fare a meno di fare una foto insieme…
Siamo tornati in albergo per prepararci per la notte di capo d’anno, passando prima per comprare un spumante. Poi la ricerca per mangiare in qualche ristorante che potesse essere decente con un prezzo buono. Pero la ricerca è stata un po’ complicata, i migliori erano tutti già pieni e alla fine siamo rimasti nella zona del mercato in uno non molto eccezionale.








Finito di mangiare partiamo per la Grand Place per la notte di capo d’anno. Faceva molto freddo, poi per la nostra sorpresa non abbiamo visto i fuochi d’artificio… E abbiamo trovato strano e poi scoperto che la festa era in un’altra piazza… Abbiamo cercato di trovarla, ma ormai era troppo tardi e c’era un bel casino nelle vie. Cosi con quel freddo abbiamo deciso di tornare in albergo per un meritato riposo.
Il giorno dopo (primo di gennaio) continuiamo la visita con distacco per la chiesa di Notre Dame du Sablon (gotica), il parlamento europeo e la chiesa di Santa Caterina.
E infine, non potevamo lasciare di fare una visita al famoso Manneken  Pis, la statua del piccolo bambino che fa pipi nella fontana. Poi l’ultimo giro di foto nella Grand Place e poi prendere il treno per Gent, prossima tapa del viaggio.

Friday, October 17, 2014

Sudafrica VII - Kruger National Park I





Il viaggio da Tofo a Malelane è stato stancante, ma sono riuscito a reggerlo abbastanza bene. La van di Tofo partiva dall’ostello Fatima’s Backpackers alle 4 e 30 di mattino. Era buio ancora, c’erano alcuni turisti, ma dopo la van si fermava per prendere altre passeggeri . Dopo, con il sole, è stato possibile capire che mondo diverso era quello, si vedevano palme e foreste in lontananza e passavamo per piccoli villaggi con la gente che camminava lungo la strada.
Donne che portavano roba sopra la testa, fumo che veniva non si sa di dove. L’asfalto non era regolare e chiaramente si notava la povertà. Siamo arrivati a Maputo dopo circa 11 ore, la città è grande e c’era un grande casino prima di raggiungere il centro. La destinazione della van era l’ostello di Fatima, e li chiedo dove si poteva prendere il ‘chapas’ (tipo di trasporto locale, sempre van) per Malelane (punto di entrata nel Kruger park in Sudafrica). Prendo un taxi, comincio a vedere la città, molto diverso di come siamo abituati, dopo arriviamo in una specie di parcheggio, era la ‘stazione’ di chapas dove partivano i trasporti per i paesi limitrofi di Mozambico. Li ho dovuto cambiare soldi per strada, non ho avuto alternativa e sicuramente il cambio non era favorevole, ma la mia paura era più che mi dessero banconote false. Non mi sentivo sicuro, ero l’unico bianco li, ed è come essere un bersaglio facile. Dopo mi hanno chiesto il mio passaporto per dare a un tizio che doveva scrivere i nomi dei passeggeri. Ero sempre pauroso di avere dei problemi, pero dopo anche avere cambiato due o tre volte di van siamo partiti. L’autista mi ha messo davanti con lui. Era un tipo strano. Era un po’ arrabbiato con i soldi che gli avevano dato e non parlava portoghese, ma un inglese difficile da capire. Già nell’uscita della città quasi combina un casino, passando un posto di blocco di lavori, mettendo la macchina sopra i coni. Dopo in un controllo della polizia non aveva i documenti e ho sicuramente ha dato soldi per corrompere il vigile. Poi andava a una velocità alta… Abbiamo perso al meno un’ora per traversare il confine, sono rimasto in coda tanto per uscire quanto per entrare. Infine siamo arrivati a Malelane dopo circa 3 ore e mezzo (sommate con 11 di Maputo facevano un totale di 14 ore dentro di van!). Po, io non sapendo esattamente dov’era l’albergo ho chiesto all’autista un’indicazione, poi mi ha portato li e mi ha chiesto soldi per nel massimo 500 mt di deviazione che aveva fatto. Malelane è un piccolo villaggio sull’autostrada e attaccato al Kruger park. I proprietari dell’albergo sono stati molto gentili e si sono anche offerti per portarmi e riprendere al ristorante vicino, non volevano che io camminassi nel buio per sicurezza, comunque non mi sembrava un posto pericoloso. Il giorno dopo prendo la macchina a noleggio, cambio automatico per facilitare la guida dentro del parco. E inizio l’avventura dei ‘safari’.







Entro nel parco verso le 9:30, e decido di provare ad arrivare a Lower Sabi e tornare in tempo per il safari organizzato del campo per il tramonto. E devo dire che sono stato molto fortunato, appena dopo mezz’ora vedo un elefante. Nel Kruger park ci sono strade asfaltate e sterrate, è molto bene segnalato. Il limite di velocità è di 50 Km per asfalto e 40 Km nelle sterrate, chiaramente per motivi di sicurezza anche degli animali, che possono traversare la strada improvvisamente. E ci sono regole per il parco come: non si può scendere della macchina, non circolare nel buio, mettere la testa o parte del corpo fuori, ecc…. Dopo 15 minuti altra fortuna, un gruppo di rinoceronti, incredibile, poi altri minuti passano e altro rinoceronte, questa volta attraversando la strada sterrata…. Adesso sarà difficile raccontare tutti gli animali che ho visto, ma alcuni si vedono a tonnellate, come impala, giraffe, antilopi (e ci sono diversi, come il Kudu, Waterbok, ecc…), facoceri, zebra, gnu, … Non sono riuscito ad arrivare a Lower Sabi, poi torno in tempo per il primo safari. Sono dei grossi camion con le laterali aperte con capacità per circa una trentina di persone. L’aspettativa è sempre enorme per vedere i felini, ma in quella occasione non abbiamo visto nessuno, ma rinoceronti a piacere. Incluso uno che è venuto a dosso del camion e poi l’autista con i fari lo spaventa e questo si sposta lateralmente, e comunque inizia di nuovo a venire incontro a noi, di nuovo l’autista lo spaventa e lui scappa, scivolando in un cespuglio, mi ha fatto anche pena, perché probabilmente era stressato…







E poi tornando un bellissimo spettacolo nella laterale della strada: una mamma iena allattando un paio di cuccioli! Il giorno dopo mi sveglio abbastanza presto perché mi in teoria di mattina è più facile incontrare gli animale. Diciamo che questo non è una regola. Comincio ad andare in direzione a Skukuza, il campo principale, dove dovevo dormire. Incrocio altre iene con cuccioli e molti animali, sempre quelli più ‘normali’, come giraffe, antilopi, elefanti, ecc… Rinoceronti e per la prima volta il buffalo africano. A questo punto mi mancavano solo i felini per completare quello che chiamano Big Five: Elefante, Rinoceronte, Buffalo, Leone, Leopardo. Rimango un po’ impazienti, dato che ero stato sfortunato con lo squalo bianco, senza aver visto neanche uno, non volevo avere la stessa sorte. A un certo punto a metà mattinata, vedo varie macchine ferme in un incrocio di una strada sterrata. Questo in genere è segno di qualche animale importante. Mi fermo e cerco di capire che cosa c’è. Guardo davanti, ma non vedo niente. Poi capisco che a un centinaio di metri, nei cespugli c’era un leone. Fantastico, al meno un leone ho visto, anche se lontano e no dietro la vegetazione. Decido di aspettare un po’. E d’improvviso cominciano a uscire del cespuglio un sacco di altri leoni!!! E peggio, venivano in direzione alla strada dove eravamo con le macchine. Indescrivibile, un gruppo di al meno 8 leoni, tra maschi e femmine, sembravano abbastanza giovani e hanno iniziato a camminare lungo la strada….







Gli seguo, come le altre macchine. Pero ho avuto fortuna con la posizione, ero davanti alle altre e gli seguo molto lentamente mentre camminano. Poi si sdraiano. Io fermo la macchina dal lato destro, mentre loro erano nel sinistro. Praticamente posso dire che ero a meno di due metri di distanza…. Poi ho volevo fare delle buone foto e non ho pensato due volte prima di aprire il finestrino. A un certo punto, penso che dopo al meno una mezz’ora li, decido di andare avanti, altrimenti si rimarrebbe li per tutta la giornata. Era il quarto big five, e che spettacolo! Arrivo a Skukuza per le 15. Cosi avrei un po’ di tempo prima del drive notturno (safari). Decido di fare un giro nelle vicinanze, e come sempre animali non mancavano, questa volta anche babbuini e ippopotami. Rientro, mangio in un ristorante nel campo e poi usciamo per il drive nel buio. E qui ancora una volta leoni! Il giorno dopo avevo prenotato la camminata nella savana. Una cosa carina, ma ovviamente incontrare animali nel cammino sarebbe meglio di no ☺.







Pero per la mia sorpresa, un altro colpo di fortuna, nella strada per arrivare al sentiero vediamo due leoni maschi che mangiavano un impala…. E erano due bei esemplari, molto belli. La guida decide di andare avanti, e arriviamo nel sentiero, le guide sono due sudafricani tipici di colore, molto simpatici, uno penso che doveva avere circa due metri di altezza e portavano due grossi fucili. Ci danno delle indicazioni di come comportarsi caso qualche animale pericoloso arrivasse. Poi camminiamo, è stata una bella sensazione, perché fino a quel momento sempre dentro della macchina. L’unico animale che abbiamo visto di più vicino sono state alcune giraffe curiose che ci guardavano. La gita è stata carina con molte spiegazioni interessanti, e anche con una divertita gara proposta dalla guida: si doveva mettere una specie di chicco (un po’ più grosso di un fagiolino) e sputare il più lontano possibile. Pero non era esattamente una semente, ma l’escremento di un impala! Comunque molto duro e inodoro, non si poteva neanche avere schifo. Decido di partecipare e arrivo al secondo posto! Finita la gita a piedi, faccio colazione e parto per Tamboti, che sarebbe il campo dove avevo trovato solo sistemazione in tenda di campagna….

Monday, September 29, 2014

Mozambico V - Vilankulos (viaggio Sudafrica)


Quando sono arrivato a Port Elizabeth mi sono spaventato con i grossi raccordi per arrivare in centro. È una città grande, in ogni caso sarei stato li solo per passare la notte.
L’albergo sembra una casa adattata per tale scopo e il proprietario è stato molto gentile, si è offerto di prendermi in aeroporto dopo che avrei consegnato la macchina e anche mi ha portato la mattina dopo. Certo che era abbastanza vicino.
Come opzione per cena, vicino c’era solo un ristorante cinese. Non era male.
La mattina dopo l’aereo parte presto per Johannesburg e poi per Vilankulos (Mozambico). L’aereo era abbastanza piccolo, 40 persone, fabbricazione brasiliana (Embraer).
Il volo è tranquillo, anche se il tempo era bruto. Mi aspettava l’autista contrattato dall’albergo, Eusebio (tipico nome portoghese).
Molto gentile, inizio a parlare portoghese con lui. Interessante come hanno un accento più di Portogallo e ogni tanto ho proprio l’impressione che lui non capisce tutto quello che parlo (probabilmente pronuncia e parole che li non si usano).

Centro di Vilankulos







La macchina è molto vecchia e quando passiamo per il centro per prelevare soldi capisco che Mozambico è tutto un’altra cosa. Non ostante sia un posto turistico (ci sono anche resort di lusso in alcune isole) la città (direi proprio villaggio) è piccola e mi sembrava di essere in un tempo passato, strade sterrate e donne che portavano cose sulla testa. Non fossero le propagande della Vodafone locale e Coca-Cola avrei pensato di essere tornato nel tempo.
Arrivo nel Palmeiras Lodge e conosco Gustavo, il manager. È un ragazzo abbastanza giovane di origine portoghese, molto disponibile, rimaniamo molto a chiacchierare, in tanto pioveva e non si poteva fare molto.
L’albergo è vicino alla spiaggia e consiste in una serie di bungalows.
Chiedo delle info sulle escursioni in barca e immersioni. Alla fine scopro che il giorno dopo il tempo sarebbe bruto. Decido fare l’immersione il giorno successivo quando il meteo indicava bel tempo.
Avevo ancora il pomeriggio per fare qualcosa e decido di camminare.
La strada è sterrata e segue parallela al mare. Si nota, anche con il cielo nuvoloso che l’acqua è molto trasparente.







La decisione di camminare senza prendere un ombrello o altra protezione si mostra sbagliata. Becco un temporale improvvisamente e non c’era protezione. Arrivo in una casa per proteggermi, doveva essere della marina e li mi spavento un po’, un soldato con una mitragliatrice mi guarda un po’ stranamente. Domando a un uomo che c’era li come facevo a prendere un tuc-tuc (mezzo indicato da Gustavo). Il fato di parlare in portoghese mi ha aiutato, perché alla fine capivano meglio e cosi l’uomo mi ha aiutato a chiamare uno, che mi porta di ritorno all’albergo.
Ceno nell’albergo, alla fine non c’era molta opzione, Gustavo mi fa preparare un buon polipo. Curioso che il ristorante è in una specie di capannone, aperto. Vedo che c’è un gruppo religioso d’italiani. Chiacchiero con loro fino ad arrivare il piato.
Il divertente è che in mezzo alla cena passavano pipistrelli da una parte all’altra, mi spiega l’altro ragazzo responsabile che c’erano alberi con frutta li…
Il giorno dopo faccio una passeggiata in città, ma adesso previdente, portando un poncho. Mi ha servito, pioveva abbastanza…
Passo nel centro e mi sento proprio un alieno, non vedo nessuna persona bianca. Oltre a tutto si nota che la gente è umile e povera. I supermercati in fatti sono come piccoli magazzini. Incredibilmente alto il numero di pubblicità della Vodacom…
Passo nel mercato centrale, cosa da film… Tavoli con pesci essiccati e poi viuzze oltre al palazzo principale, fangose, con piccole baracche che vendevano di tutto. Comincio a camminare li, mi sentivo guardato da tutti, alla fine ero l’unico bianco. Decido tornare indietro e neanche fare una foto per non mettere a mostra la mia fotocamera.
All’uscita un ragazzo parla con me provando a dire qualcosa in inglese e io gli rispondo in portoghese. Mi dice che potevo comprare le verdure e pesci, ma io dico che sono li di passaggio. Lui sempre sorridente dice qualcosa e io seguo avanti.
Faccio un altro giro e torno all’entrata del mercato. Li trovo nuovamente il ragazzo e siccome facevo una foto, lui ha cominciato a conversare con me.
Vi riporto una parte del dialogo, molto curioso con Cabila (se ho capito bene il suo nome):

Io: Quanti abitanti ci sono a Vilankulos?
Cabila: Come?
Io (rifaccio la domanda, perché avevo notato che lui non aveva capito): Quante persone ci sono nella città?
Cabila (con tutta spontaneità del mondo): Tante!

Io: Io sono brasiliano, ma vivo in Italia.
Cabila: Si, immagino che sono bei paesi, lontani.
Io: Si, certamente. Non ostante ciò, è in Italia adesso è la stessa ora che qui. Invece in Brasile sono 5 ore in meno.
Cabila: Davvero, come può essere? Quindi vuol dire che in Brasile adesso sono…
Io: Si, li sono le 6 di mattino.
Cabila: Quindi si stano svegliando? Che incredibile!

Cabila (con un po’ di tristezza sul viso): Purtroppo non uscirò mai da qui, non potrò mai stare in questi posti.

Mi sento triste per lui...
Poi rimette di nuovo il sorriso sul viso e mi chiede di seguirlo, che lui mi accompagnerebbe per conoscere meglio il mercato.
Sento un po’ di paura e che lui potrebbe portarmi a una trappola. E do una scusa e me ne vado salutandolo (non ostante con una sensazione di colpa per non essermi fidato di lui).
Pranzo in un posto abbastanza semplice, indicato sempre dall’albergo. C’era una bella vista del mare e com’era bassa marea, si vedevano da lontano persone che prendevano granchi nelle lagune con poca acqua.
Alla fine scelgo di mangiare granchio per pranzo!
Il giorno dopo il tempo migliora sensibilmente e partiamo per l’immersione.
L’istruttore è una ragazza francese, è un gomone e siamo circa 6 persone. L’altro istruttore è mozambicano.
La visibilità non è un gran che, ma subito vediamo uno squalo grigio abbastanza ‘corposo’. Peccato che la GoPro avesse la batteria scarica e non sono riuscito a filmare nulla.
Abbiamo visto anche tartarughe, cernie, bat fish e i alcuni pesci comuni di barriera dell’oceano indiano.
Ci fermiamo nell’isola di Bazaruto, dopo un turbolento passaggio per le onde.

Isola di Bazaruto






Li mangiamo qualcosa e si fa una passeggiata per le dune, visuale fantastica, il colore delle acque e della sabia. Mi ha fatto ricordare le dune di Lençois Maranhenses in Brasile.
Poi partiamo per la seconda immersione, non molto diversa della prima.
Torniamo metà pomeriggio a Vilankulos, dove riesco ancora a fare qualche passeggiata per fare altre foto.
Il giorno seguente mi aspettava un viaggio di al meno 4 ore in un pullman locale fino a Tofo… Gustavo mi porta al posto per comprare il biglietto e prenotare il posto. Li capisco che è un paese con problemi di sviluppo…. I pullman (che sono per Maputo, la capitale) partono dalla strada e si paga un tizio che è una specie di assistente dell’autista.
Parto alle 4:30 del mattino…